“Descrivi senza fare il furbo”, un consiglio che tutti dovremmo ascoltare

Ogni settimana cerco di prendermi uno spazio “per nutrire la creatività”, per dirla con un’espressione elegante e di moda.

Mi piace molto vedere mostre di fotografia o di artisti visivi, perché mi permettono di staccare la spina dal mio linguaggio fatto di parole e di lasciarmi coinvolgere dall’immediatezza delle immagini.

A dire il vero, però, quando guardo queste mostre cerco sempre il supporto delle parole, è più forte di me. Le spiegazioni sul contesto storico, sulla visione dell’artista e le citazioni dell’artista mi aiutano a farmi un’idea del suo mondo.

Oggi sono stata a vedere una mostra su Renato Guttuso alla Galleria d’Arte Moderna di Torino. Una mostra piccola e molto emozionante, che raccontava il suo impegno politico, allestita per i 50 anni dal Sessantotto.

Alla fine del percorso mi sono soffermata, rapita, a guardare un documentario in cui Guttuso, mentre dipinge una natura morta di peperoni (credo che un Artista si riconosca dal fatto che staresti ore a guardare la grazia con cui tratteggia dei semplici peperoni!) risponde alle domande sulla sua arte.  Dice che si riconoce nell’etichetta di pittore realista e il consiglio che darebbe a un giovane artista è “Descrivi senza fare il furbo”.

Una scrittura professionale onesta e completa

Questa frase, che poi ho scoperto essere una citazione di Puskin, nella sua semplicità mi ha acceso tante riflessioni, perché si adatta bene anche alla scrittura professionale.

Non scrivo narrativa e non mi considero un’artista, ma una semplice copy che conosce il potenziale delle parole e usa le sue competenze nella scrittura professionale.

“Descrivi senza fare il furbo” è attualissima oggi, e credo che non smetterà mai di esserlo, per chi scrive sul web, sui social, in pubblicità, nella comunicazione professionale.

Com’è fatta una scrittura professionale che non mente?

Mi sono divertita a trovare un elenco di situazioni in cui possiamo fare il nostro lavoro di scrittura senza fare i furbi. Non solo descrivere, ma anche spiegare, argomentare, raccontare, emozionare con le parole, provare a convincere. Se scrivi con l’intento di affabulare con le parole, convinto del potere che sai padroneggiare, io credo che alla fine qualcosa vada storto: chi legge percepisce il tono fasullo, chi ha voglia di approfondire smaschera l’errore o la malafede o semplicemente qualcuno smetterà di leggere.

La scrittura è onesta e non fa la furba nei confronti di chi legge quando:

  • Evita le espressioni astratte e altisonanti che riempiono gli occhi ma fanno comprendere poco: troppe subordinate, le sequenze di gerundi, le doppie negazioni
  • Controlla le informazioni e le fonti. Un controllo serio, che non si limita a riportare la prima cosa trovata sul web o una notizia che gira sui social senza provare ad approfondire! Lo so, su questo cascano anche i quotidiani che avrebbero le forze per verificare, però spendiamo un po’ di tempo per fare qualche verifica, mettendo sempre in conto che potremmo sbagliare, ma anche rettificare
  • Prima di scrivere ricostruisce i fatti e i dati nel modo più completo possibile, con la consapevolezza che ognuno descrive la realtà come la vede e non è mai un processo oggettivo. Però si tratta di lavorare con onestà professionale
  • Non mena il can per l’aia con descrizioni vuote, che si dilungano senza aggiungere nulla. Come esercizio di scrittura creativa possiamo prendere una semplice frase e provare a espanderla per pagine, ma a che pro? L’effetto più probabile è che le persone smettano di leggere a metà
  • Descrive una situazione (che nel caso di un copy può essere un’azienda, un prodotto, un servizio) con un approccio onesto, veritiero. Non esagera con i superlativi, con i giudizi di valore che incensano il prodotto. Mi è stato insegnato che scrivere un comunicato stampa valido significa descrivere con precisione qualcosa, i suoi vantaggi, in cosa offre una novità, i suoi valori, lasciando a chi legge la libertà di crearsi il suo giudizio. Io diffido istintivamente da chi si loda troppo
  • Evita di infarcire i testi con espressioni vuote che non descrivono veramente: l’azienda leader di mercato o il prodotto di qualità sono i cavalli di battaglia di qualsiasi discorso su come NON si dovrebbe scrivere, però se andate in una fiera e prendete delle brochures random, scommettiamo che le troverete spesso? E se un imprenditore vuole da me una brochures di quel tipo, come minimo ho il dovere di spiegargli che esistono dei modi più efficaci per dire la stessa cosa
  • Spiega con un linguaggio adatto a chi legge, non usa linguaggio politichese o espressioni straniere difficili da decifrare, secondo me sempre con l’intento subdolo di spiazzare il lettore. Io ormai smetto di leggere le newsletter infarcite ad ogni riga di benchmarking, acceleratore di innovazione, implementazione di strategia. convergenze sinergiche, etc. Potrei benissimo far finta di nulla e andare avanti, ma è una mia presa di posizione nei confronti di chi non si sforza di farsi capire, a cui rispondo con il diritto di non ascoltare
  • Non omette le informazioni importanti per aiutare chi legge a farsi un’opinione e non sorvolare sulle zone d’ombra. Qui sfociamo nella manipolazione delle informazioni, un terreno troppo ampio per essere trattato qui, però pensiamo a quale impatto hanno le informazioni scorrette e le fake news nella vita pubblica

Se qualcuno vuole aggiungere qualche opinione o idea nei commenti mi farà molto piacere confrontarci e integrare l’elenco.

 

A chi non si sforza di farsi capire la gente risponde con il diritto di non ascoltare

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